PRISMA Pivot

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I Pivot di PRISMA, l’oggetto di analisi tridimensionale

La possibilità di analizzare rapidamente i dati può aiutare a prendere decisioni aziendali/progettuali migliori. A volte, tuttavia, è difficile capire da dove iniziare, in particolare quando i dati sono molti.
Le tabelle pivot sono un'ottima soluzione per riepilogare, analizzare, esplorare e presentare i dati e possono essere create con pochi click.
Le tabelle pivot sono molto flessibili e possono essere modificate rapidamente in base alle esigenze di visualizzazione dei risultati. È anche possibile creare grafici pivot basati sulle tabelle pivot, che verranno aggiornati automaticamente quando si aggiornano le tabelle pivot.

I navigatori e le form degli oggetti PRISMA costituiscono un'origine dati eccellente per le tabelle pivot, perché i campi aggiunti nei navigatori vengono automaticamente inclusi nella tabella pivot quando si aggiornano i dati e le nuove colonne vengono incluse nell'elenco Campi tabella pivot.
Per creare una tabella pivot è sufficiente trascinare manualmente gli elementi disponibili e rilasciarli in uno qualsiasi dei campi della tabella pivot o (righe oppure colonne). La possibilità di ridisporre gli elementi campo è una delle caratteristiche delle tabelle pivot grazie a cui è possibile cambiare l'aspetto in modo estremamente rapido.

PRISMA Pivot Tipi

Operatori logici

I valori saranno riepilogati in base ad operatori logici “classici”, come ad esempio: somma, media, somma proporzionale, etc.

Tabelle

Evidenziare i dati in base al loro peso e per rappresentare i valori presi da una variabile in una gerarchia, si usa la colorazione “heatmap” o “mappa de calore”:

Movimentazione Banche Esempio percentuale per riga Fatturato per mese su anno Andamento Fatturato per mese Movimentazione Banche Movimentazione Banche

Hercules III

Periodo 2014-2020

Il Programma Hercules III è volto a sostenere azioni per contrastare la frode, alla corruzione  e ad ogni altra attività illecita lesiva degli interessi finanziari dell’Unione. Il programma favorisce una maggiore cooperazione transnazionale e offre una formazione congiunta  specializzata al personale delle amministrazioni regionali, nazionali e ad altri soggetti  interessati.

Come partecipare

Il programma finanzia in particolare assistenza tecnica alle autorità nazionali per:
  • fornire conoscenze specifiche, nonché materiale specialistico e tecnicamente  avanzato e strumenti informatici efficaci che agevolino la cooperazione transnazionale e la cooperazione con la Commissione;
  • garantire il sostegno necessario e agevolare le indagini, in particolare tramite  l’istituzione di gruppi d’indagine congiunti e di operazioni transnazionali;
  • promuovere gli scambi di personale nell’ambito di progetti specifici, soprattutto nel  campo della lotta al contrabbando e alla contraffazione di sigarette;
  • fornire un supporto tecnico e operativo alle autorità degli Stati membri preposte  all’applicazione della legge nella lotta contro le attività transfrontaliere illegali e la  frode lesive degli interessi finanziari dell’Unione, ivi compreso in particolare il  sostegno alle autorità doganali;
  • rafforzare la capacità informatica in tutti gli Stati membri e i paesi terzi , sviluppando  e mettendo a disposizione banche dati e strumenti informatici specifici che  agevolino l’accesso ai dati e la loro analisi;
  • intensificare lo scambio di dati, sviluppando e mettendo a disposizione gli strumenti  informatici per le indagini e sorvegliando le attività di intelligence;
  • organizzazione di formazione specializzata e di seminari di formazione sull’analisi  dei rischi e di conferenze.
Ci si candida rispondendo agli inviti a presentare proposte con scadenze specifiche (Call for Proposals) o mediante gare d’appalto (Call for Tender) pubblicate al seguente indirizzo:

Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale

Periodo 2014-2020

Il programma dell’Unione europea per l’occupazione e l’innovazione sociale mira ad aumentare la coerenza dell’azione dell’UE in materia di occupazione e aree sociali. Dopo la crisi del 2008 i cittadini europei devono affrontare molte sfide: l’elevata disoccupazione, la frammentazione del mercato del lavoro e l’esclusione sociale. Per affrontare queste sfide, l’Unione europea (UE) deve fornire una risposta coordinata. Con un budget di € 919,47 milioni , il programma sosterrà le attività analisi, l’apprendimento reciproco, sensibilizzazione e diffusione delle informazioni, così come il supporto agli attori principali. Questo programma si sostanzia in tre parti:
  • Progress
  • EURES
  • Microfinanza e imprenditorialità sociale
La sezione ” Progress” ha i seguenti obiettivi:
  • produrre analisi comparative per verificare l’adeguatezza delle condizioni di lavoro dell’Unione europea con le esigenze degli Stati membri;
  • promuovere lo scambio di informazioni tra Stati membri in materia di politica sociale e occupazione;
  • aiutare finanziariamente i responsabili delle politiche di aiuto finanziario per testare le riforme della politica sociale e del mercato del lavoro;
  • fornire l’assistenza finanziaria alle organizzazioni l’UE e agli Stati membri impegnati a sviluppare, promuovere e sostenere l’attuazione della politica sociale e dell’occupazione.
La componente “EURES”, invece, avrà come obiettivi:
  • garantire la trasparenza delle offerte di lavoro e delle applicazioni;
  • attuare de servizi di reclutamento e collocamento dei lavoratori basati sulla compensazione delle offerte e domande di lavoro in tutta l’UE.
La sezione “Microfinanza e imprenditoria sociale”, infine, è destinata a facilitare l’accesso al microcredito per le persone in difficoltà (coloro che hanno perso il lavoro o rischiano di perderlo) e le micro-imprese. Essa mira, inoltre, a rafforzare la capacità delle istituzioni di microfinanza nel sostenere lo sviluppo delle imprese sociali.

Come partecipare

La Commissione Europea invita i possibili interessati a partecipare tramite calls for proposals (inviti a presentare proposte) o tramite call for tenders (bandi di gara per lavori, servizi e forniture).
  • Nell’ambito della componente “Progress” del programma l’accessibilità è prevista a tutti gli  Stati membri, i membri del Free Trade Association ( EFTA) e dello Spazio economico europeo (SEE), in conformità con l’accordo sui paesi SEE ei paesi candidati e potenziali candidati. Le organizzazioni che possono partecipare al programma sono privati o pubblici, tra cui in particolare:
    • le autorità nazionali, regionali e locali;
    • i servizi per l’impiego;
    • le parti sociali;
    • le organizzazioni non governative ( ONG).
  • Nell’ambito di questo intervento, la Commissione ha la possibilità di cooperare con i paesi terzi che non partecipano al programma.
  • Per la componente “Eures” il programma è aperto agli Stati membri e ai paesi dell’EFTA e del SEE. Qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, può partecipare a questo programma, così come le autorità nazionali, regionali e locali, i servizi per l’impiego e le organizzazioni sociali.
  • Per  componente “ Microfinanza”, infine, possono partecipare gli Stati membri, i paesi parte  dell’EFTA e del SEE, i paesi candidati e i potenziali candidati.

Riferimenti

DG Occupazione, affari sociali e inclusione

Programma diritti umani e cittadinanza

Periodo 2014-2020

"Il programma Diritti, uguaglianza e cittadinanza" racchiude i tre programmi 2007-2013: Diritti fondamentali e cittadinanza, Daphne III, e le sezioni “lotta contro la discriminazione e la diversità” e “uguaglianza di genere” del Programma per l’occupazione e la solidarietà sociale (PROGRESS). L’obiettivo generale del Programma è di contribuire all’ulteriore sviluppo di uno spazio in cui l’uguaglianza e i diritti delle persone siano promossi, riconosciuti ed  attuati così come sanciti dal TUE, dal TFUE, dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE e dalle convenzioni internazionali in materia di diritti umani . Con un budget di € 439, 47 milioni, il programma prevede i seguenti obiettivi specifici:
  • attuazione efficace del divieto di discriminazioni basate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale.
  • prevenzione  e lotta al razzismo, xenofobia, omofobia e le altre forme di intolleranza;
  • promozione  e protezione dei diritti delle persone con disabilità;
  • promozione della parità tra donne e uomini nonché l’integrazione di genere;
  • prevenione e lotta a tutte le forme di violenza nei confronti di bambini, giovani e donne, nonché la violenza contro altri gruppi a rischio, in particolare i gruppi a rischio di violenza nelle relazioni strette, e proteggere le vittime di tale violenza;
  • protezione della privacy e dei dati personali;

Come partecipare

Possono partecipare gli Stati membri; paesi dell’associazione europea di libero scambio (EFTA);  nei paesi candidati, potenziali candidati e in via di adesione all’Unione; Organismi ed entità pubbliche e/o private aventi la propria sede legale in altri paesi terzi , in particolare nei paesi in cui si applica la politica europea di vicinato, possono essere associati alle azioni del programma, qualora ciò sia utile alla realizzazione di tali azioni. La Commissione Europea invita i possibili interessati a partecipare tramite calls for proposals (inviti a presentare proposte) o tramite call for tenders (bandi di gara per lavori, servizi e forniture).

Programma Giustizia

Periodo 2014-2020

Il “Programma Giustizia” sostiene le azioni dell’Unione europea volte a migliorare la cooperazione in materia di diritto civile e penale, permettendo alle persone di esercitare al meglio i loro diritti di cittadini europei e promuovendo l’uguaglianza. Inoltre contribuirà anche a rafforzare gli sforzi dell’UE per combattere la criminalità, contrastare la domanda e offerta di droga e salvaguardare i diritti delle persone (come colpevoli o vittime di reato) nei procedimenti penali. Con un budget di € 416.000.000, ha lo scopo di assicurare che la legislazione dell’UE in materia di giustizia civile e penale sia effettivamente applicata, contribuendo a garantire un adeguato accesso alla giustizia per le persone e le imprese coinvolte in cause legali transfrontaliere e in Europa, nonché a sostenere azioni comunitarie di lotta alla droga e alla criminalità. Gli obiettivi specifici del programma sono:
  • promuovere un’efficace, completa e coerente applicazione della normativa dell’Unione nei settori della cooperazione giudiziaria in materia civile e penale;
  • facilitare l’accesso alla giustizia;
  • prevenire e ridurre la domanda e l’offerta di droga.
  •  formazione per giudici e avvocati in tutta Europa affinché possano applicare il diritto e diritti umani dell’UE;
Attraverso attività di:
  • rafforzamento della cooperazione europea in materia di giustizia e di problematiche relative al godimento dei diritti attraverso reti di operatori della giustizia,organizzazioni non governative e responsabili politici;
  • sviluppo di strumenti pratici per i cittadini e le imprese che favoriscano l’applicazione dei loro diritti e l’accesso alla giustizia, come ad esempio il “portale europeo della giustizia”;
  • organizzazione di campagne nazionali ed europee per informare le persone dei loro diritti garantiti dal diritto dell’Unione e la loro applicazione.

Come partecipare

Possono partecipare  gli organismi pubblici e/o privati, legalmente stabiliti: negli Stati membri;  nei Paesi EFTA;  nei Paesi in corso di adesione, candidati o potenziali candidati;  in Danimarca, sulla base di un accordo internazionale. in altri Paesi terzi, in particolare in Paesi in cui si applica la Politica Europea di Vicinato; questi possono essere associati alle attività del programma, se ciò risulti utile a raggiungere lo scopo di queste attività. Nell’ambito del programma, la Commissione può cooperare con le organizzazioni internazionali attive nei settori contemplati dal Programma, come ad es. il Consiglio d’Europa, le Nazioni Unite e la Conferenza dell’Aia sul diritto internazionale privato. L’accesso al programma è aperto a tali organizzazioni internazionali. La Commissione Europea invita i possibili interessati a partecipare tramite calls for proposals (inviti a presentare proposte) o tramite call for tenders (bandi di gara per lavori, servizi e forniture).

Riferimenti

DG Giustizia 

Fondo per la sicurezza interna

Periodo 2014-2020

Il Fondo per la Sicurezza Interna, finanzia azioni per controllare i confini esterni dell'UE e applicare le regole europee in materia di visti, che hanno ovviamente pesanti ripercussioni sulla possibilità di arrivare sul territorio degli Stati membri dell'Unione europea per presentare una domanda di protezione internazionale. La dotazione finanziaria può anche essere destinata allo sviluppo di nuovi sistemi IT, quali il futuro sistema di ingresso/uscita e il programma per i viaggiatori registrati.
Le azioni ammissibili livello nazionale sono:
  • a) azioni volte a migliorare la cooperazione di polizia e il coordinamento tra le autorità di contrasto, anche con e tra gli organismi competenti dell’Unione, in particolare Europol e Eurojust, le squadre investigative comuni e qualsiasi altra forma di operazione transfrontaliera congiunta, l’accesso e lo scambio alle informazioni e le tecnologie interoperabili;
  • b) i progetti che promuovono il lavoro di rete, i partenariati pubblico-privato, la fiducia, la comprensione e l’apprendimento reciproci, l’individuazione, lo scambio e la diffusione di know-how, esperienze e migliori prassi, la condivisione delle informazioni, lo sviluppo di una condivisa capacità di analisi della situazione attuale e futura, la pianificazione di emergenza e l’interoperabilità;
  • c) attività di analisi, monitoraggio e valutazione, compresi studi e valutazioni dei rischi e delle minacce e valutazioni d’impatto basati su riscontri empirici e coerenti con le priorità e le iniziative identificate a livello dell’Unione, segnatamente quelle che sono state approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio;
  • d) attività di sensibilizzazione, divulgazione e comunicazione;
  • e) l’acquisizione, la manutenzione dei sistemi informatici dell’Unione e dei sistemi informatici nazionali che contribuiscono alla realizzazione degli obiettivi del presente regolamento e/o il successivo potenziamento di sistemi informatici e delle attrezzature tecniche, compresa la verifica della compatibilità dei sistemi, dei dispositivi e delle infrastrutture di sicurezza, degli edifici e sistemi utilizzati in questo settore, soprattutto i sistemi di tecnologia dell’informazione e della comunicazione (TIC) e i relativi componenti, anche ai fini della cooperazione europea nella sicurezza informatica e nella lotta alla criminalità informatica, segnatamente in collaborazione con il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica;
  • f) lo scambio, la formazione e l’addestramento del personale e degli esperti delle autorità competenti, compresa la formazione linguistica e le esercitazioni o i programmi congiunti;
  • g) utilizzare, trasferire, verificare e convalidare nuove metodologie o tecnologie, compresi progetti pilota e seguito dei progetti di ricerca nel settore della sicurezza finanziati dall’Unione.
Lo strumento può altresì sostenere le seguenti azioni nei paesi terzi e in relazione a tali paesi:
  • a) azioni volte a migliorare la cooperazione di polizia e il coordinamento tra le autorità di contrasto, comprese le squadre investigative comuni e qualsiasi altra forma di operazione transfrontaliera congiunta, lo scambio e l’accesso alle informazioni e le tecnologie interoperabili;
  • b) il lavoro di rete, la fiducia, la comprensione e l’apprendimento reciproci, l’individuazione, lo scambio e la diffusione di know-how, esperienze e migliori prassi, la condivisione delle informazioni, lo sviluppo di una condivisa capacità di analisi della situazione attuale e futura, la pianificazione di emergenza e l’interoperabilità;
  • c) lo scambio, la formazione e l’addestramento del personale e degli esperti delle autorità competenti.
La Commissione e gli Stati membri, in collaborazione con il Servizio europeo per l’azione esterna, garantisce il coordinamento relativo alle azioni nei paesi terzi. Le azioni ammissibili livello di Unione sono: Su iniziativa della Commissione, lo strumento può finanziare azioni transnazionali o azioni di particolare interesse per l’Unione riguardanti gli obiettivi generali, specifici e operativi. Per essere ammissibili al finanziamento, le azioni dell’Unione dovrebbero essere coerenti con le priorità e le iniziative individuate a livello dell’Unione, in particolare quelle approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, nelle pertinenti strategie, nei cicli di programmatici, nei programmi, nelle valutazioni dei rischi e delle minacce dell’Unione, e sostenere in particolare:
  • a) attività preparatorie, di monitoraggio, amministrative e tecniche e di sviluppo di un meccanismo di valutazione necessario per attuare le politiche in materia di cooperazione di polizia, prevenzione e lotta contro la criminalità e gestione delle crisi;
  • b) progetti transnazionali che coinvolgano due o più Stati membri o almeno uno Stato membro e un paese terzo;
  • c) attività di analisi, monitoraggio e valutazione, compresi valutazioni delle minacce e dei rischi e valutazioni d’impatto basate su riscontri empirici e coerenti con le priorità e le iniziative identificate a livello dell’Unione, segnatamente quelle che sono state approvate dal Parlamento europeo e dal Consiglio, e progetti intesi a monitorare l’attuazione del diritto dell’Unione e degli obiettivi strategici dell’Unione negli Stati membri;
  • d) progetti volti a promuovere il lavoro di rete, i partenariati pubblico-privato, la fiducia, la comprensione e l’apprendimento reciproci, l’individuazione e la diffusione di migliori prassi e approcci innovativi a livello dell’Unione, programmi di scambio e formazione;
  • e) progetti a sostegno dello sviluppo di strumenti metodologici, in particolare statistici, metodi e indicatori comuni;
  • f) l’acquisizione, la manutenzione e/o il successivo potenziamento delle attrezzature tecniche, delle competenze, dei dispositivi e delle infrastrutture di sicurezza, degli edifici e sistemi utilizzati in questo settore, soprattutto i sistemi di tecnologia dell’informazione e della comunicazione e i relativi componenti a livello dell’Unione, anche ai fini della cooperazione europea nella sicurezza informatica e nella lotta alla criminalità informatica, segnatamente in collaborazione con il Centro europeo per la lotta alla criminalità informatica;
  • g) progetti di sensibilizzazione alle politiche e agli obiettivi dell’Unione presso le parti coinvolte e il pubblico in generale, compresa la comunicazione istituzionale sulle priorità politiche dell’Unione;
  • h) progetti particolarmente innovativi volti a sviluppare nuovi metodi e/o utilizzare nuove tecnologie con un potenziale di trasferibilità verso altri Stati membri, in particolare progetti volti a sperimentare e convalidare i risultati dei progetti di ricerca finanziati dall’Unione nel settore della sicurezza;
  • i) studi e progetti pilota.
Lo strumento sostiene altresì azioni nei paesi terzi e in relazione a tali paesi, aventi in particolare le seguenti finalità:
  • a) migliorare la cooperazione di polizia e il coordinamento tra le autorità di contrasto, e, se del caso, le organizzazioni internazionali, comprese le squadre investigative comuni e qualsiasi altra forma di operazione transfrontaliera congiunta, lo scambio e l’accesso alle informazioni e le tecnologie interoperabili;
  • b) il lavoro di rete, la fiducia, la comprensione e l’apprendimento reciproci, l’individuazione, lo scambio e la diffusione di know-how, esperienze e migliori prassi, la condivisione delle informazioni, lo sviluppo di una condivisa capacità di analisi della situazione attuale e futura, la pianificazione di emergenza e l’interoperabilità;
  • c) l’acquisizione, la manutenzione e/o il successivo potenziamento di attrezzature tecniche, compresi i sistemi di tecnologia dell’informazione e della comunicazione e i relativi componenti;
  • d) lo scambio, la formazione e l’addestramento del personale e degli esperti delle autorità competenti, compresa la formazione linguistica;
  • e) attività di sensibilizzazione, divulgazione e comunicazione;
  • f) valutazioni dei rischi e delle minacce e valutazioni d’impatto;
  • g) studi e progetti pilota.
Paesi partecipanti:
  • Stati membri dell'UE
Il Fondo avra' una "dimensione esterna", cioè supporterà anche azioni in Paesi terzi, purché queste siano nell'interesse della politica dell'Unione in materia di immigrazione e degli obiettivi UE di sicurezza interna. Il Fondo serve anche per rispondere rapidamente alle emergenze, attraverso procedure che permetteranno di concedere finanziamenti nel giro di pochi giorni.
Obiettivi:
Il Fondo per la sicurezza interna sostituisce 3 programmi del periodo di programmazione 2007-2013:
  • Fondo europeo per le frontiere esterne
  • Prevenzione e lotta contro la criminalità (ISEEC)
  • Prevenzione, preparazione e gestione delle conseguenze del terrorismo e altri rischi correlati alla sicurezza
Sostiene l’attuazione della strategia di sicurezza interna, nonché un approccio coerente e globale alla cooperazione di polizia, compresa la gestione delle frontiere esterne dell’UE. L'obiettivo generale del programma è contribuire a garantire un elevato livello di sicurezza nell'Unione. Gli obiettivi specifici sono:
  • sostenere una politica comune in materia di visti per facilitare i viaggi legittimi delle persone, fornire un servizio di elevata qualità ai richiedenti il visto, assicurare parità di trattamento dei cittadini di paesi terzi e contrastare l’immigrazione illegale;
  • sostenere la gestione integrata delle frontiere, anche promuovendo un’ulteriore armonizzazione delle misure relative alla gestione delle frontiere conformemente alle norme comuni dell’Unione e mediante la condivisione delle informazioni tra Stati membri nonché tra gli Stati membri e Frontex, in modo da assicurare, da un lato, un livello elevato e uniforme di controllo e protezione delle frontiere esterne, anche contrastando l’immigrazione illegale, e, dall’altro, l’attraversamento agevole delle frontiere esterne conformemente all’acquis di Schengen, garantendo nel contempo l’accesso alla protezione internazionale a quanti ne necessitino, in conformità con gli obblighi assunti dagli Stati membri nel settore dei diritti umani, compreso il principio di non respingimento
Beneficiari:
Autorità giudiziarie degli Stati Membri.
Finanziamento:
Le risorse globali per l’attuazione dello strumento ammontano a 1 004 milioni di EUR a prezzi correnti. La maggior parte dei finanziamenti (più dell'80%) saranno erogati secondo la gestione condivisa, cioè in cooperazione con gli Stati membri. La Commissione propone però di passare dal sistema attuale di programmazione annuale (all'interno di un quadro pluriennale e generiche priorità politiche) a un sistema di programmazione pluriennale. Le risorse globali sono impiegate nell’ambito:
  • a) dei programmi nazionali;
  • b) delle azioni dell’Unione;
  • c) dell’assistenza tecnica;
  • d) dell’assistenza emergenziale.
Le risorse globali sono così utilizzate:
  • a) 662 milioni di EUR per i programmi nazionali degli Stati membri;
  • b) 342 milioni di EUR per le azioni dell’Unione, l’assistenza emergenziale e l’assistenza tecnica su iniziativa della Commissione.
Agli Stati membri è assegnato un importo pari a 662 milioni di EUR, così ripartito:
  • a) 30 % in proporzione dell’entità della popolazione totale;
  • b) 10 % in proporzione dell’estensione del territorio nazionale;
  • c) 15 % in proporzione del numero di passeggeri e 10 % delle tonnellate di merci sottoposti a controlli nei loro porti e aeroporti internazionali;
  • d) 35 % in misura inversamente proporzionale al prodotto interno lordo (standard di potere d’acquisto per abitante).
I finanziamenti saranno attribuiti ai singoli Stati su una duplice base:
  • una somma fissa, calcolata sulla base di criteri oggettivi (ad es., numero delle domande di asilo, numero di decisioni positive che riconoscono la protezione internazionale, numero dei rifugiati reinsediati, numero dei cittadini di Paesi terzi residenti, decisioni di rimpatrio assunte e rimpatri effettuati,...), erogata all'inizio della programmazione per assicurare continuità dei finanziamenti e possibilità per gli Stati di programmare adeguatamente. Ogni Stato avrà comunque diritto a una somma minima di 5 milioni di euro.
  • una somma flessibile, in aggiunta alla somma fissa, e variabile a seconda della volontà del singolo Stato di finanziare, attraverso il suo programma nazionale, azioni che rispondono a specifiche priorità stabilite a livello UE a seguito di un dialogo politico con gli Stati membri. Questa somma sarà erogata in due fasi: una all'inizio del programma pluriennale e una nel 2017, per rispondere a eventuali mutamenti nei flussi migratori e nei bisogni degli Stati membri.
Parte dei fondi saranno invece gestiti a livello centrale e finanzieranno azioni transnazionali, azioni particolarmente innovative, azioni collegate alla "dimensione esterna", nonché le azioni di emergenza, gli studi, le iniziative pubbliche e lo sviluppo dei nuovi sistemi IT per la gestione dei flussi migratori.

Programma europeo di assistenza allo smantellamento

Periodo 2014-2020

Dopo l’incidente del reattore di Chernobyl nel 1986, il problema relativo alla sicurezza dei reattori di progettazione sovietica catturò finalmente l’interesse della comunità internazionale e, tra le altre iniziative, iniziò ad essere considerato anche all’interno degli ultimi due processi di allargamento dell’UE. Alla fine , queste discussioni portano alla decisione per la chiusura di alcuni reattori in nuovi Stati membri Dopo l’incidente del reattore di Chernobyl , nel 1986 la sicurezza dei reattori di progettazione sovietica divenne finalmente un problema molto delicato , che è stato affrontato, tra gli altri , negli ultimi due processi di allargamento dell’UE . Queste discussioni portano, infine, alla decisione di chiusura di alcuni reattori nei nuovi Stati membri, in particolare in Slovacchia, Lituania e Bulgaria. La posizione della Commissione in materia è rimasta coerente con il Programma di azione multilaterale adottato in occasione del vertice del G7 di Monaco di Baviera nel 1992. All’epoca era già chiaro che i cosiddetti reattori ad alta potenza e reattori di prima generazione di progettazione sovietica non potessero essere resi sicuri a causa dell’enorme spesa economica che sarebbe stato necessario affrontare per convertirli, e pertanto dovevano essere chiusi. Per aiutare i governi lituani, slovacchi e bulgari a soddisfare questo impegno, ulteriori strumenti di assistenza comunitaria, oltre al precedente programma PHARE, sono stati concordati. A dicembre 2013 due nuovi regolamenti (uno per la Lituania e un altro per la Bulgaria e la Slovacchia) sono stati adottati al fine di continuare a fornire assistenza finanziaria anche nel nuovo periodo di programmazione 2014-2020; limitandolo però al sostegno di progetti per lo smantellamento e la gestione delle scorie. Il sostegno finanziario complessivo previsto per i tre programmi dal periodo 1999-2020 è pari a € 3,816.000.000.

Come partecipare

L’assistenza viene attuata attraverso il “Fondo Internazionale di Sostegno alla Disattivazione” ( IDSF ) , gestito dalla “Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo” ( BERS ). Per tutti e tre i fondi ( uno per Stato membro ), la Commissione europea è il principale contribuente. Solamente in Lituania il sostegno viene reso disponibile direttamente al paese e qui i fondi sono gestiti da un’agenzia nazionale (CPMA) nominata dalla CE. La Commissione è responsabile di fornire il supporto finanziario a tempo debito e garantisce l’uso efficiente ed efficace dei fondi comunitari. Profonde relazioni lavorative sono stati stabilite, quindi, sia con la BERS e il CPMA, che con i paesi beneficiari del programma. La Commissione europea continua a favorire non solo lo scambio di informazioni tra i servizi di smantellamento di diversi Stati membri, ma anche tra tutte le parti coinvolte nel progetto (centrali nucleare, imprese, autorità nazionali competenti). Possono partecipare organismi decentrati, aziende private, attori non-statali, quali le organizzazioni non-governative o associazioni professionali, le persone fisiche, il Centro Comune di Ricerca o agenzie UE, organizzazioni internazionali e istituzioni finanziarie di paesi terzi (con particolare attenzione alla Russia, Ucraina, Armenia e Kazakistan, Nord Africa, paesi ACP e dell’America latina). I Beneficiari di questo programma sono Bulgaria, Slovacchia e Lituania.

Strumento di cooperazione per la sicurezza nucleare (NSCI)

Periodo 2014-2020

Lo strumento di cooperazione per la sicurezza nucleare (NSCI) finanzia misure volte a sostenere un livello più elevato di sicurezza nucleare, di radioprotezione e l’applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi. Dal 1 ° gennaio 2007, l’NSCI sostituisce il programma di sicurezza nucleare TACIS che aveva coperto la sicurezza di impianti nucleari nei nuovi Stati indipendenti (NSI), creato a seguito della disgregazione dell’Unione Sovietica. Gli  obiettivi del programma sono:
  • promozione di una cultura della sicurezza nucleare efficace e attuazione degli standard più elevati di sicurezza nucleare e di radioprotezione;
  • gestione responsabile e sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, smantellamento e bonifica degli ex siti e impianti nucleari;
  • elaborazione di quadri e metodologie per l’applicazione di salvaguardie efficienti ed efficaci concernenti il materiale nucleare nei paesi terzi.

Come partecipare

Nello specifico questo strumento si rivolge ad organismi decentrati, aziende private, agli attori non statali come le organizzazioni non governative o le associazioni professionali, le persone fisiche, le agenzie di ricerca, le organizzazioni internazionali e le istituzioni finanziarie di paesi terzi (con particolare attenzione in Russia, Ucraina, Armenia e Kazakistan, Nord Africa, ACP e paesi latino-americani). L’aiuto è erogato sulla base dei documenti strategici pluriennali adottati dalla Commissione, che riguardano uno o più paesi per una durata massima di sette anni e nei limiti di applicazione del regolamento in parola. Tali documenti contengono i programmi indicativi pluriennali che illustrano, in particolare, gli obiettivi prioritari e gli stanziamenti indicativi. Sulla base di tali documenti la Commissione adotta i programmi di azione, generalmente della durata di un anno, che precisano le modalità concrete di attuazione degli aiuti. Gli aiuti possono essere concessi, tra l’altro, ai paesi e alle regioni partner, ai loro enti decentralizzati, a enti pubblici e parastatali, a imprese private, a entità non statali quali le organizzazioni non governative o le associazioni professionali, a persone fisiche, al Centro comune di ricerca o alle agenzie della UE, alle organizzazioni internazionali o ancora a istituzioni finanziarie.  

Fondo per l’asilo e Migrazione

Periodo 2014-2020

Il Fondo è stato concepito per migliorare la gestione dei flussi migratori nell’Unione nell’ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, in conformità con la politica comune in materia di asilo, protezione sussidiaria e protezione temporanea e della politica comune di immigrazione. Con un budget complessivo di € 3.137,42 milioni , il programma  mira specificatamente a :
  • rafforzare e sviluppare il Sistema Europeo Comune di Asilo, compresa la sua dimensione esterna;
  • supportare la migrazione legale nell’Unione in linea con le esigenze economiche e sociali degli Stati membri e promuovere l’effettiva integrazione dei cittadini di Paesi terzi, compresi i richiedenti asilo e i beneficiari di protezione internazionale;
  • migliorare strategie di rimpatrio eque ed efficaci negli Stati membri, con accento sulla sostenibilità del rimpatrio e riammissione effettiva nei Paesi di origine;
  • migliorare la solidarietà e la ripartizione delle responsabilità tra gli Stati membri, in particolare quelli più esposti ai flussi migratori e di asilo.
Il Fondo finanzia  azioni mirate rivolte a cittadini di Paesi terzi o ad apolidi, inclusi i loro familiari, che:
  • sono rifugiati o richiedenti asilo;
  • sono beneficiari di protezione sussidiaria o hanno presentato domanda per questa forma di protezione ;godono della protezione temporanea ai sensi della direttiva 2001/55/CE;
  • sono reinsediati in uno Stato membro , sono legalmente residenti in uno Stato membro o sono in corso di acquisizione di residenza legale in uno Stato membro;
  • sono nel territorio di un Paese terzo e intendono migrare verso l’UE, rispettando le misure e/o condizioni di pre-partenza specifiche;
  • godono del diritto di soggiorno in uno Stato membro ai sensi della direttiva 2004/83/CE o della direttiva 2001/55/CE, e hanno scelto di utilizzare il rimpatrio volontario;
  • non soddisfanno più le condizioni di ingresso e/o soggiorno in uno Stato membro.

Come partecipare

Possono partecipare al programma e richiedere finanziamenti le organizzazioni internazionali, gli enti e le istituzioni pubbliche, le organizzazioni internazionali e regionali, gli organismi non governativi dei paesi membri dell’Unione europea. La Commissione Europea invita i a partecipare tramite call for proposals (inviti a presentare proposte) o tramite ‘call for tenders’ (bandi di gara per lavori, servizi e forniture).

Europa Creativa

Periodo 2014-2020

"Europa creativa" è il nuovo programma quadro per il sostegno ai settori della cultura e dei media, nell’ambito del quadro finanziario pluriennale 2014-2020. Il suo obiettivo è di raggruppare gli attuali programmi Cultura, MEDIA e MEDIA Mundus in un quadro comune e istituire uno strumento del tutto nuovo inteso a migliorare l’accesso al credito. Focalizzandosi specificatamente sulle esigenze dei settori culturali e creativi, il programma integra altri programmi dell’Unione europea (UE), quali il sostegno dei fondi strutturali agli investimenti nei settori culturali e creativi, il restauro del patrimonio, le infrastrutture e i servizi culturali, i fondi per la digitalizzazione del patrimonio culturale e gli strumenti nel campo dell’allargamento e delle relazioni esterne. Tali attività favoriscono una decisiva inclusione sociale. Pertanto, tale programma intende contribuire sia a una strutturazione e promozione del settore, sostenendo i settori prioritari  per generare un reale ed incisivo impatto in tutta Europa, sia ad una promozione e scambio di idee a livello transnazionale. Il programma “Europa Creativa” (2014-2020) ha una disponibilità finanziaria totale di 14.6 miliardi di euro ( 9% in più rispetto ai programmi precedenti) così distribuiti:
  1. Strand “Cultura”, a cui viene destinato il 31% dei fondi;
  2. Strand “Media”, a cui viene destinato il 56% dei fondi;
  3. Strand “trasversale”, a cui viene destinato il 13% dei fondi.
Il programma si propone i seguenti obiettivi:
  • Promuovere e favorire iniziative nel settore culturale, attraverso la formazione e creazione di figure artistiche e professionali nel campo artistico, culturale e creativo; favorendo e promuovendo la traduzione letteraria, la creazione di piattaforme, del contatto in rete e della cooperazione transnazionale.
  • Promuovere e sostenere iniziative nel settore audiovisivo, attraverso lo sviluppo di film, giochi e programmi televisivi europei; attraverso la distribuzione e diffusione di film, festival e reti di cinema europei;
  • Promuovere uno strand trasversale, che comprende un Fondo di Garanzia e favorisce la cooperazione politica transnazionale.
“Europa Creativa” si articola in due Strand o sottoprammi (Strand: “Cultura” per il settore culturale e Strand: “Media per il settore audiovisivo) e di uno Strand trasversale volto a valorizzare i risultati dei progetti selezionati e ad incrementare l’impatto e l’efficacia del Programma.

Come partecipare

Possono partecipare le organizzazioni attive nei settori culturali e creativi, come definiti all’articolo 2 del regolamento n 1295/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio che istituisce il programma Europa creativa ( 2014-2020). Reti che coprono settori e / o attività esclusivamente audiovisivi già coperti dal sottoprogramma MEDIA, non sono ammissibili al finanziamento nell’ambito del sottoprogramma CULTURA. Tuttavia, le reti costituite principalmente da settori non audiovisive che includono membri del settore audiovisivo sono ammissibili. Oltre ai 28 Stati Membri dell’Unione Europea, possono presentare domanda, i Paesi in via di sviluppo nonché i Paesi dell’EFTA. Possono, in ultimo, presentare domanda:
  1. La Confederazione svizzera, sulla base di un accordo bilaterale da concludere con tale paese;
  2. Paesi interessati dalla politica europea di vicinato secondo le modalità definite con questi paesi.
In ogni call for proposals ed ogni call for tenders i criteri di eleggibilità vengono specificati, a seconda della gara alla quale si intende partecipare.

Riferimenti

Agenzia Esecutiva per l’Istruzione, gli Audiovisivi e la Cultura (EACEA)